Intervista a Jennifer Dulski su “La Repubblica” (16 aprile 2014)

"Rivoluzione in un click". La battaglia di Jennifer la signora delle petizioni alla conquista dell’Italia. Tra le top manager della Silicon Valley, è a capo di Change.org, la più grande piattaforma di attivismo online al mondo. “Amiamo definirci la più grande piattaforma di attivismo online al mondo. Nel mondo 23 milioni di persone hanno firmato petizioni vincenti. In Italia 800mila, presto supereremo il milione”. Grandi occhi azzurri sotto la frangia bionda, Jennifer Dulski snocciola le cifre nell’ufficio italiano dell’organizzazione nel cuore di Roma.

Di Rosalba Castelletti. 

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Omicidio Ilaria Alpi, Boldrini chiede al governo di rendere pubblici gli atti

La Presidente della Camera, in merito alla petizione promossa da Art.21 su Change.org che chiede alla presidenza della Camera di desecretare gli atti sull’uccisione di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, ha assicurato che farà di tutto “per essere all’altezza della fiducia riposta nelle istituzioni dai firmatari dell’iniziativa”, pur aggiungendo che non può essere la presidenza della Camera “a decidere autonomamente di togliere il segreto”.

Donna Moderna - Ho un chiodo fisso: cambiare ciò che non funziona. Intervista a Jennifer Dulski, Presidente di Change.org

"E lo fa. Perché Jennifer Dulski è la Presidente di Change.org, il più famoso sito di petizioni online. Che ogni giorno rende il mondo un po’ migliore. Grazie alle firme di milioni di persone e alla filosofia della sua "capa": nulla è impossibile". Articolo di Cristina Sarto, 7 marzo 2014.
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Paolo Ruffini, immediatamente rimossa la petizione contro il comico toscano

Roma, 30 gennaio 2014 - Non appena identificata la petizione contro Paolo Ruffini, il noto attore toscano, lo staff di Change.org ha immediatamente provveduto a rimuoverla perché l’uso di termini che incitano ad azioni violente è in palese contrasto con i termini di utilizzo della piattaforma. L’autore della petizione è stato prontamente informato al riguardo.

Change.org ringrazia i propri utenti che hanno permesso l’identificazione di questa  petizione palesemente contraria ai principi di funzionamento della piattaforma.

Change.org, la più grande piattaforma di petizioni online accessibile a chiunque ribadisce che chiunque voglia lanciare una petizione deve rispettare i termini di utilizzo della piattaforma.

 

Dalle barricate al web, andata e ritorno. Eccola qui la storia di Salvatore Barbera, 34 anni, da Pistoia, per oltre 17 anni militante con incarichi di responsabilità in Greenpeace. Da luglio dell’anno scorso Barbera è invece il direttore delle campagne di Change.org in Italia, la piattaforma di petizioni on line che conta 45 milioni di utenti in tutto il mondo. Laurea in fisica nucleare, esperto di nuove tecnologie applicate alle mobilitazioni sociali…

Lettera di Dario Fo a Guido Barilla

Caro Guido Barilla,

sono passati quasi due mesi dalle sue dichiarazioni sulle famiglie omosessuali e dal mio intervento con la campagna su Change.org.
In quella occasione, assieme a quasi centomila firmatari, mi rivolgevo a lei con una lettera nella quale le chiedevo di non tradire lo spirito che ha animato quegli spot che io personalmente ho scritto diretto e interpretato per la sua azienda negli anni Cinquanta.

Ricordo uno dei più riusciti tra quegli sketch pubblicitari in cui uno dei protagonisti sbottava contro uno sbruffone da bar urlando: “Eh no! Questa non la bevo!” (la risposta era “E questa non la mangi? È pasta Barilla!”).

Ebbene, caro Dott. Barilla, mi permetta di lanciarle un’umile provocazione sulla scia di questa battuta sarcastica: gli italiani sono stanchi di sentire parole e buoni propositi da imprenditori, politici, giornalisti e di vedere questi propositi traditi nel tempo di consumare un piatto di pasta.

Perché la gente smetta di dire: “Eh no! Questa non la bevo!” è bene comprendere che ci ritroviamo nel momento in cui si deve agire, risvegliare le coscienze dal torpore in cui si ritrovano ormai da decenni, farsi non solo promotori ma fautori di quel cambiamento di cui tanto si parla; e questo è realizzabile anche attraverso la comunicazione pubblicitaria di un’azienda importante come la sua, allo scopo di promuovere un sano dibattito sui diritti delle persone e non per farle ripiombare su concezioni arcaiche e pericolosamente intolleranti.
In queste settimane ho ricevuto telefonate da tutto il mondo, in cui spesso mi si chiedeva di aiutare a “salvare il Made in Italy” e di dare una mano con delle mie dichiarazioni per sanare il danno d’immagine che questa sua intervista ha provocato al nostro paese. Molto poi si è parlato della sua rettifica e del suo “ravvedimento” in merito a quelle dichiarazioni.

Nella sua lettera lei mi scrive che accoglie il mio appello “a individuare nelle prossime attività dell’azienda un modo per rappresentare la famiglia e i sentimenti” che sia fedele alla vostra storia, dove “l’amore gioca un ruolo fondamentale, ma dove sia chiaro che c’è posto per tutti”. Mi auguro che, di conseguenza, voglia impegnarsi pubblicamente a realizzare una delle sue prossime campagne pubblicitarie rappresentando finalmente la famiglia nelle sue infinite e meravigliose forme di questi nostri tempi.

Ebbene, come in quel frammento caroselliano (che – ironia della sorte - aveva per titolo “il Ballista”) vorrei concludere dicendo “Con pasta Barilla è sempre domenica!”… per tutte le famiglie.

Dario Fo

Chi c’è dietro Change: Jennifer Dulski l’ex maestra che cambia il mondo con le battaglie civili

Link all’articolo del Corriere della Sera (28 novembre 2013) “Chi c’è dietro Change: Jennifer Dulski l’ex maestra che cambia il mondo con le battaglie civili”. Di Marta Serafini

Cinquanta milioni di utenti. E cinquecento mila petizioni. Dalla richiesta di aumentare l’illuminazione nel quartiere, passando per i diritti degli scout gay fino alle attività di lobbying per modificare le costituzioni. Quando nel 2007 Ben Rattray decise di creare una piattaforma di petizioni online, non immaginava che sarebbe diventata uno degli strumenti di democrazia liquida più usati in rete.