Il Sole 24 Ore: “E se l’etichetta trasparente venisse imposta da petizioni online?”

Articolo di Fernanda Roggero sul Sole 24 ore del 6 maggio 2014

E perché lo fanno? Sull’onda del successo di una petizione postata su Change.org da una ragazzina di Hattiesburg, Mississippi che ha ottenuto migliaia e migliaia di adesioni. La fanciulla ha scritto di aver avviato la petizione quando è venuta a sapere che in Giappone e in Europa (su questi temi siamo spesso molto avanti, bisogna riconoscerlo) l’additivo, utilizzato nelle bibite vendute alla sua scuola, era vietato.

E se partissero petizioni dal basso per risolvere una volta per tutte la vicenda delle etichette trasparenti? Certo si rischia di non tener conto di costi aziendali che ai più non sono noti, ma le imprese almeno saprebbero esattamente cosa vogliono sapere i consumatori.

Intervista a Jennifer Dulski su “La Repubblica” (16 aprile 2014)

"Rivoluzione in un click". La battaglia di Jennifer la signora delle petizioni alla conquista dell’Italia. Tra le top manager della Silicon Valley, è a capo di Change.org, la più grande piattaforma di attivismo online al mondo. “Amiamo definirci la più grande piattaforma di attivismo online al mondo. Nel mondo 23 milioni di persone hanno firmato petizioni vincenti. In Italia 800mila, presto supereremo il milione”. Grandi occhi azzurri sotto la frangia bionda, Jennifer Dulski snocciola le cifre nell’ufficio italiano dell’organizzazione nel cuore di Roma.

Di Rosalba Castelletti. 

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Omicidio Ilaria Alpi, Boldrini chiede al governo di rendere pubblici gli atti

La Presidente della Camera, in merito alla petizione promossa da Art.21 su Change.org che chiede alla presidenza della Camera di desecretare gli atti sull’uccisione di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, ha assicurato che farà di tutto “per essere all’altezza della fiducia riposta nelle istituzioni dai firmatari dell’iniziativa”, pur aggiungendo che non può essere la presidenza della Camera “a decidere autonomamente di togliere il segreto”.

Donna Moderna - Ho un chiodo fisso: cambiare ciò che non funziona. Intervista a Jennifer Dulski, Presidente di Change.org

"E lo fa. Perché Jennifer Dulski è la Presidente di Change.org, il più famoso sito di petizioni online. Che ogni giorno rende il mondo un po’ migliore. Grazie alle firme di milioni di persone e alla filosofia della sua "capa": nulla è impossibile". Articolo di Cristina Sarto, 7 marzo 2014.
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Paolo Ruffini, immediatamente rimossa la petizione contro il comico toscano

Roma, 30 gennaio 2014 - Non appena identificata la petizione contro Paolo Ruffini, il noto attore toscano, lo staff di Change.org ha immediatamente provveduto a rimuoverla perché l’uso di termini che incitano ad azioni violente è in palese contrasto con i termini di utilizzo della piattaforma. L’autore della petizione è stato prontamente informato al riguardo.

Change.org ringrazia i propri utenti che hanno permesso l’identificazione di questa  petizione palesemente contraria ai principi di funzionamento della piattaforma.

Change.org, la più grande piattaforma di petizioni online accessibile a chiunque ribadisce che chiunque voglia lanciare una petizione deve rispettare i termini di utilizzo della piattaforma.

 

Dalle barricate al web, andata e ritorno. Eccola qui la storia di Salvatore Barbera, 34 anni, da Pistoia, per oltre 17 anni militante con incarichi di responsabilità in Greenpeace. Da luglio dell’anno scorso Barbera è invece il direttore delle campagne di Change.org in Italia, la piattaforma di petizioni on line che conta 45 milioni di utenti in tutto il mondo. Laurea in fisica nucleare, esperto di nuove tecnologie applicate alle mobilitazioni sociali…